Fiere di animali esotici: perchè sempre più espositori smettono di andarci e si dissociano completamente
Torniamo a parlare di un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero quello delle fiere di animali esotici, questa volta sotto una luce diversa, ovvero con un focus sulle scelte degli espositori di abbandonare completamente la partecipazione a questi eventi. Trovate un recente articolo sulla fragilità di questi eventi a questo link: clicca qui
Come Tartaguida e Tartashop siamo stati tra i primi a lanciare un chiaro messaggio dissociandoci completamente dalla partecipazione alle cosìdette “fiere di animali esotici” come espositori. Una scelta che potrebbe sembrare controproducente e insensata se guardata con superficialità, ma che ne gli anni è stata fortunatamente compresa anche da molti altre aziende che negli ultimi mesi stanno annunciando le rinunce.

Ci tengo a precisare che in questo articolo parliamo di espositori con partita iva, aziende che se anche piccole hanno tutto il diritto di esprimere il loro dissenso verso eventi o mercati che non li tutelano. Mi sembra superfluo specificare che tutte le attività che si muovono nella zona “grigia” e quindi senza una posizione fiscale definita o che si coprono dietro all’amatoriale, potrebbero non condividere le scelte, mi sembra un’ovvietà. D’altronde sono 2 campionati diversi: quello di chi ha tutto a norma o ci prova, e quello di chi invece secondo la legge non dovrebbe neanche poter noleggiare un tavolo.
Lo sapevate che la legge prevede l’apertura di una posizione fiscale anche per 1 singolo euro di incasso laddove c’è un attività stabile identificata o promossa con un logo soprattutto se riguarda la rivendita di prodotti o animali?
Ma non perdiamoci in opinioni, e andiamo diritti al sodo:
Perchè gli espositori stanno abbanondando le fiere di rettili?
Come succede spesso dietro a queste scelte non c’è soltanto una motivazione ma una concomitanza di più fattori, personalmente penso che il quadro sia basato su questi aspetti:
- Qualità carente del benessere animale perpetrata per anni come riscontrato da esperienze passate o dinamiche generali riscontrate nel settore.
- Concorrenza sleale tra aziende registrate e soggetti privati
- Regolamenti interni di difficile applicazione o controllo
- Target di consumatori sul quale ha un controllo solo l’organizzazione e quindi spesso non in linea con quello degli espositori
- Valori aziendali condivisi implicitamente con la partecipazione: se la tua azienda partecipa ad una fiera di animali esotici significa che ne condivide l’intera immagine e qualità, e che sostiene economicamente l’organizzazione. Dunque ne deriva una totale condivisione e supporto alla stessa.
- Tanta offerta in un unico posto: è commercialmente discutibile competere con altri player in un unico luogo e tempo, quando la propria azienda invece potrebbe avere dei vantaggi competitivi più solidi come eventi interni nel proprio store fisico, attività online… è quasi stupido pensare di guadagnare di più in un posto dove i tuoi potenziali clienti devono sceglierti ogni volta, quando invece nel tuo negozio puoi costruire rapporti di fiducia più probabili e solidi. Pensiamo un attimo all’attivista di advertising che offre Meta ad esempio, con 50 euro (costo medio per un tavolo in fiera) potresti raggiungere fino a 1 milione di utenti in target come pubblicità; con la sola differenza che qui decidi tu cosa e quando comunicare e a chi.
- Rischi sanitari: nonostante le accortezze prese dai regolamenti in molti eventi gli animali vengono maneggiati fuori dai contenitori, capite perfettamente che portare i propri animali esotici in un posto dove ce ne sono altri e soprattutto con una biodiversità esagerata è un rischio sanitario elevato. Questa dinamica è stata ampiamanete discussa in esperienze passate o in dinamiche generali riscontrate nel settore. Immaginate poi in estate: caldo, uccelli, mammiferi, rettili… insomma io le mie tartarughe non le farei transitare volentieri, soprattutto per gli eventi che durano 2 giorni.
- Maggiori costi e minor incasso: esporre a questi eventi significa dover spostarsi spesso anche di centinaia di Km, con il caro benzina la coperta si fa sempre più corta e anche gli incassi che le fiere non garantiscono, sono sempre più al ribasso. Si, perchè sebbene l’espositore debba sostenere: spese di tavolo/stand + spese di trasporto + spese di allestimento + spese personale + tasse, la fiera non garantisce neanche 1 euro di incasso e soprattutto non ha un reale controllo sui visitatori che parteciperanno. Ad esempio nel 2020 gli eventi in concomitanza con l’inizio della pandemia da covid furono un flop per gli espositori e questo con il caro benzina può causare perdite anche molto significative.
- Il Branding è tutto: comunicare i propri valori, la propria mission con costanza e coerenza al proprio target di clienti è la base di un azienda solida e strutturata, ma come si pretende di farlo in un evento come le fiere di animali esotici per come le conosciamo? Si rischia di parlare ad un target indesiderato, e soprattutto di delegare il proprio fatturato alle performance dell’organizzazione piuttosto che alle proprie.
- Le fiere sono nel weekend: sabato e domenica sono giorni preziosi per le attività commerciali, se hai un negozio tenerlo chiuso per andare in fiera a parer mio è da masochisti. Chiudi il tuo negozio, non sei accessibile per i tuoi clienti fidati, a cui comunichi tu in maniera precisa con incassi prevedibili, per andare in un evento dove tutto è incerto meno che i costi e la concorrenza? vedo tanti contro ma non tanti pro. Anche considerato che negli ultimi anni le fiere di animali esotici hanno superato il numero di weekend disponibili nell’anno arrivando ad accavallarsi più volte.
- Monotonia e noia: gli espositori delle fiere sono da anni quasi sempre gli stessi, questo genera un “effetto noia” per i visitatori che scelgono più attentamente a quali eventi andare e se andare. Minor visitatori o visitatori abituali potrebbe causare un abbassamento del carrello medio già compromesso dall’enorme concorrenza dei player in fiera e dal caro vita. Inoltre la costante realtà delle fiere magazzino crea un senso di insoddisfazione nei visitatori che spesso vengono attirati nella stessa per lo più dagli animali, aspettandosi un’esperienza simile a quella degli zoo.
- L’effetto consulente: non è raro che i visitatori di questi eventi comprino animali da un espositore e poi si direzionino da un’altro per chiedere informazioni sulla gestione, spesso con poche risorse economiche e prodotti acquistati errati. Questo genera inequivocabilmente frustrazione e senso di sfruttamento tecnico. “Per il bene dell’animale che hai sotto pagato al tavolo due file più in là, ora io dovrei perdere 3 ore nello spiegarti tutto senza guadagnarci neanche 1 euro?”; capite che il discorso diventa ancora più frustrante se questo accade con un espositore che a sua volta vende quella specie nello stesso evento.
Queste sono solo alcune delle mie opinioni personali sul perchè molte aziende espositrici stanno scegliendo una dietro l’altra di abbandonare le fiere di rettili. Ovviamente ognuno è libero di fare le sue scelte e trarre le sue conclusioni. Noi come Tartashop abbiamo scelto anni fa di non considerare le fiere come un’opportunità e di smettere di arricchire gli organizzatori. Farei solo un’eccezione per le associazioni, come APAE APS, che avendo un ruolo sociale e di protezione/divulgazione la loro partecipazione (sebbene sia un costo) non ha scopo di lucro e dunque serve escluisivamente a protezione degli animali.







