Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026: che cosa sta succedendo?

negozio per tartarughe

Eccoci qui, dopo quasi 3 anni di silenzio sui circuiti fieristici a tema animali esotici, torno a scrivere un articolo dedicato perché mi sembra arrivato il momento giusto. Ci tengo a precisare che quello che leggerete sono mie opinioni personali, da professionista che studia le dinamiche di questi settori da anni, e che ha avuto modo di vivere questi eventi molte volte sia dal punto di vista dell’organizzazione, espositore ma anche visitatore. Quindi mettevi comodi.

Fiere di rettili e acquari nel 2026: il carburante è l’unico elefante nella stanza?

Il modello di business apparrete della maggior parte di questi eventi è il sostentamento sui biglietti e conseguentemente sul numero di visitatori, che dovrebbero portare utile all’azienda sommati alle quote versate degli espositori. Dal 2010 al 2020 questo modello di business ha avuto un successo eclatante, sotto gli occhi di tutti, portando la creazione di sempre più eventi, con sempre più date spesso itineranti dal centro al Nord Italia.

Dal 2023 personalmente ho notato un lento ma costante calo di interesse verso queste manifestazioni, complice una serie di fattori come le nuove normative che vietano la vendita di animali WC, e quindi la sempre meno disponibilità di specie particolari contro la crescente offerta di rettili comuni allevati come E. macularius, C. ciliatus, P. regius… l’allevamento amatoriale di specie veloci, dall’apparente facile guadagno trasforma alcuni acquirenti in player, generando un effetto a cascata di aumento di micro allevatori amatoriali, oggi ben visibile. E se la maggior parte dei clienti target si trasforma in player e utilizza questi eventi per vendere e non per comprare, capiamo come il carrello medio cala drasticamente di anno in anno. Inoltre quasi tutti i circuiti hanno sdoppiato (alcuni proprio moltiplicata esponenzialmente) le date, costringendo espositori e visitatori a scegliere a quale evento dare o meno la priorità.

Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026: che cosa sta succedendo?

Foto scattate all’interno di una fiera di rettili 2026

Una delle più famose “leggi di mercato” è che ci possono essere solo 2 aziende leader in un settore preciso, Mac donald e Burger king per intenderci, è sotto gli occhi di tutti che il Verona Reptiles si sia afferamata su scala Europea confermandola un punto di interesse per tutti gli Italiani. La seconda azienda leader non l’ho mai identificata, questo perché entrano in gioco fattori come la vicinanza geografica, il periodo dell’anno, la partecipazione o meno di alcuni espositori stranieri… e quindi ogni evento possiamo dire si teneva stretta la sua nicchia, e poteva funzionare anche se con un costante lento declino dell’interesse da parte del pubblico.

Nel 2026 con l’aumento esponenziale dei costi del carburante non si può non valutare attentamente a quali eventi partecipare e quali scartare. Inoltre entra anche in gioco l‘intelligenza artificiale, strumento che sta impattando sulla comunicazione di moltissime fiere di animali. Personalmente penso che i visitatori non valutino la partecipazione ad un evento solo in base alla vicinanza geografica, ma principalmente all’esperienza. Se per un visitatore “vergine”, la famiglia felice, una fiera classica di mostra mercato con 30 espositori può essere appetibile, per far tornare massivamente un pubblico già “utilizzato” serve forse ben altro, e a parer mio nessuno è ancora arrivato a risolvere il problema.

Da qui capiamo come per molti circuiti sia importantissimo se non addirittura vitale generare nuovo pubblico facendo avvicinare persone comuni (normali) a questo mondo. E solo Dio può sapere quanto questo sia positivo o negativo verso gli animali, gli abbandoni, il tasso di rescue… mancano i dati, quindi è impossibile esprimere un parere. (Anche se vi garantisco che il numero di mail che arrivano al rifugio di rettili di APAE APS cresce di anno in anno, non diminuisce, resta comunque impossibile affermare una correlazione certa).

Torniamo a noi, in un panorama relativamente monotono dal 2023 al 2026 assistiamo ad un Verona Reptiles stabile, alla prima fiera affermata nel Sud Italia Napoli Exotic, ad un Brixia Reptiles che scompare, un Pet festival che vede sempre meno rettili e che perde sempre più partecipazione sull’acquariologia; e all’aumento delle fiere disponibili fino al record di 47 fiere di animali esotici in 1 anno. 47 eventi su 52 settimane. Praticamente ipotizzando che un espositore partecipi a tutte gli animali passerebbero più tempo in fiera che nel loro terrario, ma non è questo il focus dell’articolo.

Posso assicurarvi che la maggior parte dei miei amici appassionati se va in fiera lo fa principalmente per comprarsi i grilli da dare ai rettili in modo da evitare i problemi delle spedizioni. Ho sentito spesso in questi anni frasi come “cosa vado a fare ho le teche piene”, oppure “vuoi un geco il mio amico dell’altra volta si è stufato”…

Con i rincari della benzina la coperta si potrebbe fare ancora più stretta, i problemi infatti sono sia lato espositori, che lato visitatori.

Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026 che cosa sta succedendo

Terrari per rettili a tema esposti ad una fiera nel 2026, è una pratica popolare da anni, personalmente non mi piace, l’investimento in action figure e gadget a parer mio è superfluo rispetto ai già enormi costi che si devono affrontare per mantenere bene una specie, come un impianto luci adeguato, rifugi, arricchimenti… interessante come però ad un target di persone comuni l’offerta si adegui con unicità del prodotto non legate all’animale ma all’ambientazione, sfruttando trend che normalmente non comunicherebbero con i temi naturalistici.

Esporre ad una fiera di animali esotici ha ancora senso nel 2026?

Personalmente (opinione personale) non investirei come azienda per esporre all’interno di uno di questi eventi, salvo che io abbia bisogno di comunicare qualcosa di preciso, e in relazione al target sceglierei l’evento, tuttavia mettere la mia azienda affianco ad altre non è una cosa che mi stuzzica in termini di branding, anzi, la vedrei più un perdere di valori. Inoltre dobbiamo sempre valutare che un investimento per partecipare ad uno di questi eventi fa guadagnare indirettamente l’evento stesso, investire dunque in un esposizione temporanea dove sono presenti anche competitor ed un pubblico sul quale non si ha un controllo nella comunicazione non è troppo rischioso? Per come la si pensi una fiera di animali concentrata sulla vendita b2c è per gli animali uno sforzo, ognuno giudichi se legittimo o meno ed entro quali limiti.

Ho notato con piacere che molte aziende che esponevano assiduamente animali e prodotti hanno scelto di ritirarsi da questi eventi concentrandosi su iniziative di marketing proprie come ad esempio l’apertura di sedi fisiche, mentre ahimè altre hanno vincolato il loro fatturato sempre di più a queste fiere. Più eventi purtroppo non è uguale a più fatturato, soprattutto quando penso che si nasconda un evidente trend lento ma negativo in termini di interesse generale del pubblico. Ma ad un certo punto, salvatevele da soli le aziende, torniamo a parlare di fiere di animali esotici.

Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026: che cosa sta succedendo?

Iniziativa proposta all’interna di una fiera di animali esotici nel 2026 con locandina apparentemente realizzata con l’intelligenza artificiale

Fiere B2B e B2C che cosa succede se si fondono?

Escluso il pet festival che ha sempre in qualche modo resistito con l’acquiariologia, è da soli 2 anni che non possiamo ignorare la fiera ACQUARIAITALIA. Cambio di rotta per l’organizzazione la cui si presenta con un focus al 99% acquariologia, con un enorme area dedicata a quella Marina (must del’ co-organizzatore DANI REEF).

Questo format fieristico dovrebbe unire B2B e B2C ed è stato ben accolto dai principali brand che da anni chiedevano (senza successo) a zoomark (principale fiera B2B Italiana per il mondo pet) la possibilità di aprire anche ai non addetti ai lavori.

Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026 che cosa sta succedendo

Acquario presente alla fiera sopracitata nell’edizione del 2026

Personalmente l’area B2B mi è sembrata molto ricca di aziende e ben separata da quella B2C, qualche vasca interessante e tentativo di attrazione culturale ci sono state, come ad esempio il museo dell’acquariologia. Piccolo, poco esplicativo, ma è qualcosa nella direzione che reputo più interessante da approfondire. Se basterà o meno a mantenere l’interesse per questi eventi lo possono decidere solo i visitatori.

Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026 che cosa sta succedendo

Parte del “museo dell’acquariologia” presente alla fiera sopracitata nel 2026

Personalmente se pensassi ad uno stand di una mia azienda all’interno di un evento come questo penserei a creare quanti più punti dinamici, gli eventi sono esperienze e come tali dovrebbero immergere il visitatore in un contesto dove “si sporca le mani” dove usa tutti i sensi e non solo la vista. Ma la maggior parte dei brand rimane sul classico con la sola esposizione di prodotti e animali. Un bellissimo show room, che per un professionista come me è potrebbe essere un parco giochi, ma il mio amico (utente target, quindi consumatore tipo) che di lavoro fa tutt’altro non è rimasto contento.

La parte B2C non la giudico, la vendita di animali in fiera non mi piace tantissimo, soprattutto di pesci predatori (specie accessibili al pubblico come prezzo che però diventano ingestibili come taglia da adulti, leggi articolo su ZOO e predator fish).

Fiere di animali esotici (rettili e acquari) nel 2026 che cosa sta succedendo

Alcuni pesci esposti in una fiera di animali esotici (acquariologia) nel 2026

L’acquariologia aveva comunque bisogno dal punto di vista commerciale di un suo evento dedicato, da anni, c’è da capire i pesci quanto ne avessero bisogno. Senza criticare nessuno, ma secondo me l’ideale per tutti gli eventi di rettili e acquari sarebbe quello di “prendere” e “dare”. Se questi eventi sono possibili è grazie agli animali, specie che nella maggior parte dei casi devono essere tutelate in natura e in cattività, che devono essere gestite massivamente in natura e nella nostra società. Il giorno che vedrò uno di questi eventi o uno degli espositori che partecipano “dare qualcosa di concreto a questi animali”, qualcosa che non sia il semplice “ma producendo questo gli sto già facendo un favore”, allora sarò un po’ più felice del giorno prima.

l’IA è la morte delle fiere di rettili

Personalmente l’ultimo punto che voglio affrontare con voi è l’utilizzo dell’IA nella promozione di questi eventi. L’ia produce video e foto finte, quando parliamo di eventi con animali parliamo di esperienze che il pubblico dovrebbe desiderare come quanto più vere e concrete possibili. L’utilizzo dell’ia nei siti web con immagini finte, che non ritraggono scenari reali, o nelle locandine dei workshop pone un enorme barriera tra la generazione 8-25 anni verso questi eventi. In sintesi un ragazzino che 10 anni fa andava in fiera a comprare il camaleonte, non farà lo stesso se un evento usa l’ia per promuoversi, questo perchè le grafiche appaiono distanti, frivole, poco serie… e un workshop o un evento che appare in questo modo perde hype e aura. Tutto questo per sottlineare 2 cose: la prima se si chiede all’ia di fare una foto con 4 acquari da 10 mila litri e poi in fiera l’aspettativa non corrisponde alla realtà, si crea una delusione nel visitatore che tenderà secondo me a non tornare. La seconda è che uno dei problemi che l’acquariologia e la terraristica stanno affrontando è un pubblico vecchio: i bambini non hanno più il pesce rosso o la tartarughina, questo sta invecchiando il target e la maggior parte dei brand se ne è accorta. Tuttavia penso che fornire materiale promozionale sul target giovanissimo sia utile, ma non abbastanza per attirare 2 generazioni a queste strane creature.

Libricino omaggio per bambini regalato da un’azienda. Siamo sicuri che basti per far avvicinare i giovanissimi a questo mondo?

Conclusioni personali

Eclissando il mio chiodo fisso “che cosa lascia di positivo agli animali uno di questi eventi“, è sempre interessante a livello imprenditoriale analizzare tutte le sfumature delle proposte, soprattutto se comparati alla storicità di questi eventi. Una cosa è sicura il vento dal 2020 cambia a velocità incredibili e le strategie più facili e veloci non sembrano sempre ripagare gli sforzi dei “player” in gioco.

Edoardo Fivizzoli

TartaGuida

Animali Esotici Miano è il più vasto e completo blog dedicato ai rettili e agli animali esotici fin dal 2019, Su AnimaliEsoticiMilano potete trovare notizie ed informazioni nell'ambito degli acquari, tartarughe acquatiche, testuggini terrestri, gechi, camaleonti, pogone, axolotl, rane... guide tecniche, fotografie, recensioni, news ed approfondimenti, su tecnica, biologia, ed eventi. TartaGuida è anche su tutti i social network, con oltre 10 libri pubblicati e la partecipazione a progetti ambientali, sociali e commerciali per la divulgazione delle corrette linee guida in ambito animali esotici e acquatici.

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