Serpente del grano: scheda allevamento e consigli

Serpente del grano: scheda allevamento e alcuni consigli utili al mantenimento in cattività della specie di serpente più diffusa in commercio.

i Pantherophis guttatus sono colubridi aglifi costrittori, originari degli Stati Uniti orientali e sud-orientali. In natura si nutrono di roditori, rettili e uova. Da adulti raggiungono in media la lunghezza di 150-170cm per un peso che oscilla tra i 300 e i 500 grammi, è bene ricordare che le femmine serpente del grano diventano più grosse rispetto al sesso opposto. La serpe del grano in natura vive in media meno di 8 anni; in cattività possono vivere anche più di 20 anni.

In questa scheda mi prenderò la libertà di utilizzare la vecchia, e ormai obsoleta, nomenclatura di questo animale in modo tale che l’articolo arrivi a più persone possibili; Elaphe guttata non è il nome scientifico corretto, per saperne di più clicca qui.

Il corretto nome scientifico è Pantherophis guttatus, da non confondere con il Pantherophis obsoletus.

serpente del grano

Serpente del grano: stabulazione

La stabulazione dei serpenti del grano piccoli, quindi quelli con >1 anno di vita, è ottimale stabularli in appositi contenitori, chiamati fauna box, questi contenitori sono a prova di fuga e non presentano fessure da cui potrebbero evadere. Una volta cresciuti sarà possibile inserirli in un terrario dalle misure minime di 80x40x40, anche se personalmente consiglio un 120x60x60. Indispensabile sarà una ciotola dell’acqua abbastanza grande dove potranno immergersi, con la funzione di aiutarli nella muta e idratarli. Non meno importante sarà fornirgli tane; posti bui in cui possano rifugiarsi e sentirsi al sicuro, se non gli fornirai tali nascondigli diventeranno esemplari stressati e mordaci. I terrari più estetici sono sicuramente quelli naturalistici; con elementi come piante finte e tronchi di sughero, che oltre ad avere una funzione estetica, fungono da nascondigli.

Serpente del grano: substrato

La scelta del substrato per il serpente del grano è a propria discrezione, ce ne sono diversi e per ogni gusto.

Carta assorbente o giornale: questo substrato immola l’estetica in nome dell’utilitarismo.  Risulta molto comodo durante le pulizie, basterà rinnovare la carta lezza con altra nuova.

Fibra di cocco: trattiene l’umidità, da tenere a mente per i serpenti tropicali, esteticamente ineguagliabile, consiglio di prendere quella depolverizzata.

Aspen: aspetto simil segatura gialla, assorbe liquidi ed odori, si attacca all’espulsioni del serpente rendendone facile l’individuazione.

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Elaphe guttata: temperatura e umidità

La temperatura dell’Elaphe guttata va mantenuta a 28° con l’ausilio di un tappetino riscaldante collegato ad un termostato on-off per 1/3 del terrario, in modo tale che il serpente possa termoregolarsi. Temperature troppo basse (<20°) potrebbero ostacolare il processo di digestione. Il tasso di umidità dovrà aggirarsi tra il 50% e il 60%. Umidità troppo basse potrebbero ostacolare il processo di muta, causando disecdisi, umidità troppo alte potrebbero far comparire piaghe o favorire problemi respiratori.

Elaphe guttata: alimentazione

In cattività i Pantherophis guttatus si cibano principalmente di roditori, appena nati si nutrono ogni 7 giorni di pinkie, ovvero piccoli di topo senza pelo. Il primo pasto potremo fornirglielo dopo la prima muta. Da subadulti somministrare un roditore ogni 7 giorni. Da adulti uno ogni 10/14 giorni. I topi che acquisteremo saranno decongelati, quindi dovremo tenerli in uno scompartimento del congelatore. All’evenienza procederemo a scongelare il roditore, che, dovrà essere tiepido (NON BOLLENTE) al momento della somministrazione. Per scongelarlo è possibile lasciarlo in una ciotola d’acqua lievemente calda per qualche ora. Più il roditore sarà grande; più tempo occorrerà affinché sia completamente scongelato. Il topo non deve essere di diametro maggiore rispetto al punto più largo del corpo del nostro animale; e deve pesare circa il 10% del peso del nostro serpente.

Elaphe guttata: bruma

La bruma dell’Elaphe guttata è essenziale nel suo ciclo vitale, infatti questo rallentamento delle funzioni vitali permetterà al nostro rettile maggior salute e longevità. Consiste in un abbassamento di temperature graduale nei mesi invernali e in concomitanza; la sospensione della somministrazione dei pasti. (-2° ogni due giorni, quindi se la temperatura del termostato è impostata a 28° la porteremo a 26° il primo giorno, il terzo a 24° fino ad arrivare ai 15°) Dopo 90 giorni riporteremo gradualmente le temperature a 28° (+2° ogni due giorni) in modo tale da non causare alcuno shock termico e riprendere a nutrire l’esemplare. TIENI A MENTE: La bruma dovrebbe esser fatta dal secondo anno in poi è essenziale far digiunare 15 giorni prima dell’inizio della bruma il serpente o controllare che abbia defecato l’ultimo pasto. Dopo il ritorno alle temperature solite, è consigliabile, per i primi 2 pasti post-bruma, fornire prede sottodimensionate; in maniera tale da non sovraccaricare uno stomaco abituato al digiuno.

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Elaphe guttata: riproduzione

serpente del grano

La riproduzione del serpente del grano è tra le più semplici rispetto alle altre specie di serpente. Prima di intraprendere questa avventura dobbiamo soddisfare determinati requisiti:

Esperienza con questi rettili. Ne hai tenuto uno correttamente per almeno un anno?

Spazio. Depongono dalle 10 alle 30 uova, avresti spazio dove alloggiare ogni apposito fauna box?

Incubatrice. Ne hai una? se la risposta è “no” non ti preoccupare, la prima schiusa la affrontai con un’incubatrice fai da te per serpenti. Avrai bisogno solo di una scatola di polistirolo, un tappetino riscaldante collegato ad un termostato e una scatoletta in plastica con vermiculite. Ricordati che l’importante sarà mantenere le uova alla giusta temperatura e umidità costantemente.

Riproduttori adatti. La femmina dovrà avere almeno 2 anni e pesare 250g (in caso contrario rischierebbe di soffrire di distocia), il maschio dovrà avere almeno 1 anno ed entrambi gli esemplari dovranno godere di ottima salute.

Pantherophis guttatus accoppiamento

serpente del grano
2 esemplari di Pantherophis guttatus accoppiamento

Nel periodo successivo alla bruma potremo procedere con i passaggi dell’accoppiamento. Per prima cosa, andremo ad inserire la femmina nel terrario del maschio, ad amplesso avvenuto separeremo gli esemplari per ripetere il medesimo procedimento due giorni dopo, in modo tale da assicurarci l’efficacia dell’accoppiamento. Dopo 5 settimane la femmina smetterà di alimentarsi ed entrerà in fase di muta; la cosiddetta muta pre-deposizione. Noi a quel punto dovremmo aver pronta una tana umida; dove la femmina possa entrare e deporre le uova. La deposizione avverrà dopo circa 2 settimane dalla muta. Per la tana umida potremo usare un contenitore con pareti oscurate, con un ingresso in cima, in modo tale che il serpente all’interno si senta al sicuro, con substrato nebulizzato (non fradicio) come vermiculite oppure scottex umido.

Pantherophis guttatus: deposizione, incubazione e schiusa delle uova

Dopo la deposizione serpente effettuata preleverete le uova, facendo particolare attenzione a non capovolgerle; e le porrete all’interno della scatoletta che a sua volta sarà inserita dentro l’incubatrice. La temperatura di incubazione deve esser compresa tra i 27°-28.5°. Per far ciò sarà essenziale l’ausilio della sonda del termostato, che sarà posizionata all’interno della scatola con le uova; in modo tale da mantenere la temperatura precedentemente impostata. Umidità del 90%, che sarà facilmente ottenibile con il substrato di vermiculite. Presta attenzione a fare in modo che non si crei condensa forando il contenitore e creando prese d’aria, gocce e bagnato favorirebbero la crescita di muffa sulle uova; e quindi il loro deperimento. Dopo circa 2 mesi i serpentelli, grazie al loro dente dell’uovo, (che perderanno dopo la prima muta) foreranno il guscio; e usciranno dalle uova. Una volta usciti li stabuleremo in appositi contenitori preparati in precedenza. Ogni serpente nel suo contenitore, mai mettere serpenti assieme se non per l’accoppiamento.

Estratto dal libro: Serpenti: come si allevano?

Articolo di Tommaso Giuffrida, Snake Plug

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